Sed fugit interea fugit irreparabile tempus *

Riflessione ormai banale, quella sul tempo che fugge, è evidente: il tempo passa velocemente. Più il tempo passa più la proiezione della nostra immaginazione si accorcia, da bambini il nostro orizzonte temporale era infinito, crescendo l’infinito si va avvicinando e la sensazione di non avere tempo si fa sempre più opprimente. Intanto la vita va avanti, le cose cambiano, le persone passano, e dentro senti sempre te. Sei tu, da sempre, fatichi molto a riconoscere i cambiamenti che vedi fuori; eppure fuori è tutto diverso. Ma dentro no. Dentro rimani il te di 5 anni, il te di 16 anni, il te di 18, un po’ meno il te di 24, per niente il te di 25. Sì perché poi nell’essere te alcuni momenti hanno lasciato impresse immagini più forti, alcuni istanti ti hanno insegnato concetti indelebili, altri non hanno lasciato traccia. Ma non hai modo di ricordarti il prima e il dopo non riesci a ricordarti come eri prima e come sei adesso. Sei tu. Uguale, da sempre.

*Virgilio – Georgiche, III, 284

Ciò che deve accadere accade

Ci sono momenti nella vita in cui senti il bisogno di un cambiamento. Alcune cose che ti circondano, che non sono poi così terribili per un occhio esterno, ti stanno strette, come quando indossi un vestito in cui non ti senti più a tuo agio. Anche se qualcuno intorno ti dice che ti sta benissimo. In quei momenti non hai ben chiaro in testa cosa vorresti e razionalmente potresti anche ripensarci, potresti stare dove stai, essere ciò che sei, potresti anche assecondare la resistenza al cambiamento che alla fine è comoda. Ma il malessere è più forte e allora cerchi un’occasione che ti permetta di tornare a respirare, di nuovo.

Informazione

La parola di oggi è informazione. L’ informazione è qualcosa che aumenta la conoscenza di chi la riceve. L’informazione risiede nell’incremento di certezza o, come teorizza l’omonima teoria, nella diminuzione dell’incertezza associata alla trasmissione di un simbolo. Io trasmetto un simbolo, se chi lo riceve è molto sorpreso da ciò che riceve, perché non se lo aspettava allora ho trasmesso molta informazione, viceversa anche se ho trasmesso un simbolo fichissimo, ma chi lo riceve se lo aspettava, beh l’informazione trasmessa è circa zero. Per esteso potremmo dire che informazione è il contrario di banalità. Potremmo poi dilungarci sulla codifica dei simboli cioè sul linguaggio e sulla percezione. Ma non ne ho voglia. Chi vuole informare non sia banale.

Asocial

Più prende piede la mitologia della rete, più l’accesso ai social media si va massificando, più la mia misantropia aumenta. E’ inevitabile.

Cervelli avanzati

Lavoravo nello sgabuzzino di una ditta dopo il master in scienza del topinambur, poi frustrato da questa situazione ho deciso di partire per la nuova guinea, ora faccio il cameriere in pizzeria, ma quante soddisfazioni e quante opportunità.

Contro la retorica dei cervelli in fuga, chiederei la rivalutazione dei cervelli rimasti e del culo che ogni giorno ci facciamo.

Piccoli dettagli

A volte basta solo un po’ di buona musica, ascoltata con strumenti con un minimo di dignita’ per stare meglio.

Rododaktylos Eos (ροδοδάκτυλος ἕως)

Stamattina come Omero ho visto un’alba dalle dita rosa.

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