Valore Legale

E poi torna fuori l’abolizione del valore legale del titolo di studio. Argomento misterioso sul quale si dibatte da tempo senza che dal dibattito emergano chiaramente le motivazioni di tale richiesta. C’è come un campanello d’allarme dentro di me che mi suggerisce che dietro a tale richiesta, apparentemente innocua, ci siano delle motivazioni che sfuggono. Il fatto che se ne discuta con tanta veemenza vuol dire che qualcuno ha un interesse forte su questa questione, ma non riesco a capirne fine in fondo le implicazioni. Forse perché mi sembra una questione microscopica rispetto a macroscopiche assurdità che ogni giorno mi si manifestano.

Intanto al Giglio non sappiamo nemmeno contare fino a 10, ne’ identificare cadaveri da spuntare su una lista. Forse abolendo il valore legale della laurea qualche capitano guiderà meglio la sua nave, chissà…

Responsabilità

Le telefonate pubblicate oggi tra Schettino e la Guardia Costiera, confermano ciò che scrivevo ieri. Troppe persone in questo paese fanno un lavoro che non sono in grado di fare. L’atteggiamento del capitano denota come non fosse all’altezza della responsabilità che gli è stata affidata. Ogni giorno sentiamo governanti che parlano come se il paese lo governasse qualcun altro, capitani di navi che parlano come se ci fosse qualcun altro a guidare la nave, inconsapevoli o colpevolmente consapevoli del fatto che occupare certe posizioni comporta degli oneri, delle responsabilità e non solo degli onori. Responsabilità peraltro lautamente retribuite. Basta con questo paese di irresponsabili, dove è sempre colpa di qualcun altro, dove c’è sempre un complotto da invocare.

 

 

Poeti, santi e navigatori

Dopo il naufragio riflettevo su quante volte mi son trovato in situazioni che sarebbero potute essere fatali, più per la difficioltà di controllare una folla senza guida che per la pericolosità intrinseca del momento. A questo sommavo mentalmente la naturale tendenza italica a l non rispetto delle regole e ad un individualismo autodistruttivo e la cosa mi preoccupava, non poco. L’immagine della folla senza guida, per una strana associazione di idee, mi ha riportato a quando viaggiavo quotidianamente in treno, e a tutte quelle mattine da “the day after”. Dopo un evento con alta rilevanza mediatica, specie se avvenuto nel week end, durante il quale ognuno ha potuto maturare una sua teoria sull’accaduto, si scatena il popolo degli esperti. Ed ecco che ogni italiano che non  riesce a rispettare un divieto minimo, che non riesce a mettersi in fila educatamente, che non sa cosa sia il senso civico, diventa paladino della “regola d’arte”. Ed ecco che tutti diventano ammiragli, sismologi, vulcanologi, piloti, ingegneri nucleari, vigili del fuoco, economisti, criminologi, investigatori. Ognuno a raccontare la sua teoria, la sua verità, ognuno a spiegare come andrebbe fatto il lavoro, non il proprio lavoro, quello degli altri. Ognuno esperto, massimamente, di ogni materia e di ogni argomento. E allora ho pensato che forse il comandante mentre la nave cozzava contro uno scoglio messo lì da chissà chi (gli americani probabilmente o Al Qaeda) forse era anche lui impegnato a spiegare come il pianista avrebbe dovuto suonare il piano o come il cameriere portare i piatti e lo chef cucinare una carbonara. E allora ho pensato che ognuno di noi farebbe meglio a fare bene  ciò che deve (e sa) fare, in modo che le navi non passino abitualmente a 100 metri dalla costa per il “salutino”, che i palazzi non crollino, che la posta arrivi in tempo, che una qualsiasi pratica venga evasa in un tempo ragionevole. E poi ho pensato al mio amico Paolo, che questa mattina, nello sconforto per la sorte di chi al Giglio ci ha rimesso la vita, sicuramente avrà avuto modo di ascoltare le teorie più astruse. E un po’ l’ ho invidiato.

Informazione

Steve Jobs NON e sottolineo NON ha inventato il mouse, NON ha inventato il sistema operativo gestito a finestre, NON ha inventato il computer, NON ha inventato l’mp3, NON ha inventato il lettore mp3, NON ha inventato lo smartphone, NON ha inventato il touchscreen, NON ha inventato il tablet PC e NON è stato nemmeno il primo a presentare al mondo tutto questo. Detto questo possiamo discutere della sua (?) abilità di dare una veste nuova all’esistente e di promuovere una sorta di “lusso di massa” , massificando i consumi al grido di “think different” e questo è sicuramente geniale!

Esagerazioni

Niente sarà più come Prima ho letto da qualche parte… Steve Jobs inventore di tutta l’elettronica e l’informatica esistenti, filosofo, ispiratore e tra poco santo. Misticismo misto a disinformazione. Domani sarà tutto finito. Amen.

La mela mozzicata

Doverosa premessa: mi piacciono gli oggetti della Apple, ne possiedo diversi, fine premessa.
E’ morto Steve Jobs, lo saprete tutti, indiscutibilmente una figura carismatica, non ci ho lavorato insieme, ne’ ho mai messo piede in Apple, non so quindi che persona fosse, ne’ quanto geniale fosse, tuttavia fatico ad immaginare che abbia inventato tutti gli oggetti venduti dalla Apple. Ho curiosato sulla ritrovata wikipedia per leggere il profilo di Wozniak (il vero inventore dell’Apple I) e tra le varie cose leggo questa : “[...]Sebbene il suo contributo sia stato principalmente rivolto verso la realizzazione di tecnologie e la risoluzione di problemi tecnici[...]“. Sebbene…hai detto niente.
PS ho sempre ammirato la capacità di Jobs e della sua forza marketing di sovvertire le regole e di non seguire bovinamente la regola del “me too” che affligge troppe aziende. Requiescat in pacem.

In principio fu iRc

Con l’avvento di Google+ si apre al grande pubblico un altro social network, se ne sentiva la mancaza?  Vent’ anni fa o giù di lì nasceva irc, la prima ‘cosa’ che permetteva di socializzare via internet, la cosidetta chat, decine di utenti in singoli canali tematici conversavano in gruppo o singolarmente, collegati col fido modem coi suoi fischi e scrosci a 33kb/s. Le bollette della SIP erano salatissime e volavano gli schiaffi. Poi fu l’instant messaging di ICQ e MSN, poi netlog, linkedin, facebook, twitter, g+ e poi chissà cosa. Il social network pervade la società, il posto di giovani nerd smanettoni è stato preso da casalinghe annoiate, vecchi rimorchioni e zoccolette discinte, quello che 10 anni fa era un tabù ora sembra essere l’unico modo per socializzare. Nel frattempo ognuno di noi viene “profilato” dall’incrocio di dati, presi qua e là, la nostra capacità di consumare viene soppesata e stimolata da proposte ad hoc che ci arrivano da ogni dove. I nostri telefoni fanno parte della grande madre rete e tutti o quasi ormai sanno dove siamo e che facciamo, non che freghi davvero a qualcuno, ma qualcuno di sicuro ci guadagna. Anche con me che sto a scrivere come scriverebbe mio nonno. ARIDATECE LE CABINE DER TELEFONO!!

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