Statistiche Giovedì, 4 Settembre 2008
Posted by Francesco in Pensieri Sparsi, Varie ed Eventuali.3 comments
Il blog langue…guardo gli accessi in caduta libera dall’ottobre scorso, sarà un male? sarà un bene? chi può dirlo…mi potrei dilungare su considerazioni psicosociologiche sul perché si apre un blog sui perché e i percome e invece no….
Piuttosto riprendo una vecchia abitudine…la parola di oggi è, no non è statistiche, è bento. Sì bento, come cos’è bento? Bento è un simpatico oggetto giapponese. Cercatelo in rete e se amate il cibo del sol levante rimarrete folgorati e correrete a comprarne uno pure voi…
Incongruenze Venerdì, 29 Agosto 2008
Posted by Francesco in Varie ed Eventuali.add a comment
Dice: “che schifo! la proposta di airfrance era meglio!”
La potevate accettà…
Concetti smarriti Venerdì, 16 Maggio 2008
Posted by Francesco in Pensieri Sparsi, Varie ed Eventuali.3 comments
Dopo aver confessato il delitto di Lorena Cultraro, ha chiesto al giudice se poteva andare a casa. E’ accaduto nella caserma dei carabinieri di Niscemi, dove uno dei tre assassini, secondo quanto riporta il Giornale di Sicilia, aveva appena finito di raccontare agli investigatori e al magistrato l’orrore dell’omicidio. Quando ha finito avrebbe detto: “Signor giudice, le ho confessato tutto. Ora posso andare a casa?”. ( fonte www.ansa.it)
Da bambino ero terrorizzato dall’idea che i carabinieri potessero portarmi via e chiudermi in cella, sapevo che lo facevano solo con i cattivi, ma la percezione del quanto si dovesse essere cattivi per essere portati via non era del tutto chiara. Da bambino pensavo che per piccole marachelle si potesse rischiare di essere imprigionati di non vedere più i miei genitori e mia sorella e la mia casa. Da bambino sapevo cosa era bene e cosa era male, gli adulti intorno a me avevano creato un mondo di regole molto semplici un po’ brutali, in cui il mondo era diviso in due, come la lavagna in classe, i buoni di qua i cattivi di là. Da bambino sapevo bene cosa potevo e dovevo fare e cosa non potevo e non dovevo fare. Da bambino il mondo diviso in due mi veniva spiegato in termini di reciprocità :”ti piacerebbe se io facessi questo a te?”; da bambino la risposta evidentemente era no e da quel no derivava il concetto di giustizia, non tanto dalla paura dei carabinieri ma dalla consapevolezza che il male potesse colpire me e che non era affatto piacevole. Da bambino questi semplici concetti mi sono stati insegnati, perché era ovvio che da bambino io non potevo autoapprenderli, ora fanno parte di me.
Il qualunquista Mercoledì, 12 Marzo 2008
Posted by Francesco in Pensieri Sparsi, Varie ed Eventuali.7 comments
Quando avevo 15 anni la politica per me era fatta di ideali, grandi ideali: la libertà, la pace, la giustizia sociale. Scendevamo in piazza per i nostri diritti di studenti, per avere delle scuole vivibili, per non dover convivere coi sorci. I grandi ideali già allora si trasformavano in istanze concrete, piccole esigenze di uno sparuto gruppo di studenti di una piccola città di provincia. Nel gennaio 91 ci ritrovammo di fronte al portone con in mano i giornali che titolavano GUERRA a 9 colonne un po’ impauriti e un po’ arrabbiati manifestammo contro qualcosa che pensavamo sepolto nei libri di storia. A che serve la politica? La politica è grandi questioni epocali o amministrazione della cosa pubblica? Mi guardo intorno e vedo un paese che ha bisogno di amministratori, di persone che sappiano come far raccogliere la monnezza, e che sappiano fare i conti della serva, quelli che ogni brava massaia fa ogni giorno, quelli che noi facciamo ogni giorno. Mi guardo intorno e vedo un paese in cui i politici sono molto preoccupati del loro destino personale e di quello del loro schieramento, incapaci non solo di lottare per i grandi ideali, ma anche di amministrare o far amministrare questo paese. Non riesco ad appassionarmi, sono deluso, disilluso, annoiato, nonostante le decisioni politiche entrino ogni giorno nella mia vita mi pare che la mia vita vada avanti, nonostante tutto indipendentemente da tali decisioni, quasi come se la politica non si occupasse di me…
PS dopo aver scritto il post mi è venuto in mente il titolo conoscevo vagamente la storia del termine qualunquista ho trovato qui un approfondimento
A volte ritorno Mercoledì, 5 Marzo 2008
Posted by Francesco in Pensieri Sparsi, Varie ed Eventuali.3 comments
Dice giovani e donne, ora hanno scoperto giovani e donne, noi giovani e donne ce ne eravamo accorti già da un po’ ( ad esempio il 12 giugno di 2 anni fa scrivevo questo)che questo paese è in mano a un gruppo di 70enni che occupano tutti i posti chiave, ora forse se ne sono accorti pure quelli un po’ meno giovani, cambierà qualcosa? Temo di no…intanto continuiamo a venerare cadaveri ben conservati come si faceva 10mila anni fa e questa non è una buona premessa per il progresso delle idee. Domani in compenso vareranno il famoso decreto contro le morti sul lavoro (e pure questa è vecchia) , mentre la gente continua a morire a 5,50 euro l’ora. Stamattina dicevano che le donne sono migliori degli uomini, dalla donna essere inferiore all’uomo essere inferiore il passo è stato breve a quanto pare…
Uguali e diversi Mercoledì, 20 Febbraio 2008
Posted by Francesco in Pensieri Sparsi, Varie ed Eventuali.3 comments
Eccomi qua dopo la terza, e spero ultima, influenza di stagione, mai come quest’anno ho avuto modo di sperimentare il delirio da febbre alta, quello stato a metà tra il sonno e la veglia costellato di sogni incomprensibili e di sensazioni spiacevoli, sarò guarito? chi lo sa…nel frattempo è caduto il governo e mi ricordo che questo blog è nato nel periodo delle elezioni quando nasceva il governo Prodi, rileggo i primi post e mi pare sia cambiato poco rispetto a 2 anni fa, a parte un aumento esorbitante della benzina, dice ‘dovresti votare’, è vero dovrei, la mia scelta di non voto ormai praticata da anni è una non scelta e allora mi metto davanti alla TV e cerco di capire per chi dovrei votare e mi accorgo che l’unico criterio di scelta è il colore, cose bianche, cose rosse, cose blu e cose arcobaleno; ho capito devo scegliere il colore che preferisco, niente politica solo accostamenti cromatici e gusto estetico e se non ti va bene il colore c’è sempre l’arcobaleno dove ci sono tutti…e allora penso che sia tutto uguale, ma non è tutto uguale di solito, come io sono diverso da altre persone, io sono io, con la mia intelligenza, la mia sensibilità, il mio carattere e i miei difetti e quando mi si scambia per qualcun altro, quando mi si parla come se fossi qualcun altro, o peggio, uguale a tutti gli altri, ci soffro un po’; allora forse dovrei applicare questo criterio a tutti, dovrei sforzarmi di capire quali sono le differenze, perché le differenze ci sono, o forse no, e se non ci sono io sono come tutti gli altri, ne’ meglio, ne’ peggio, ma se questo vale per me, allora vale per tutti…
Insegnare Giovedì, 6 Dicembre 2007
Posted by Francesco in Aforismi e Citazioni, Varie ed Eventuali.5 comments
Chi sa fa, chi non sa insegna recita un vecchio adagio….nella mia vita sono stato per molti anni studente, in alcune rare occasioni sono stato insegnante, da studente ero solito criticare gli insegnanti, spesso erano poco incisivi, poco appassionati, spesso erano noiosi, a volte erano ingiusti, ma il difetto che più mi indispettiva era la supponenza: chi insegna non può partire dall’assunto che comunque vada lui ha ragione e gli altri torto, un insegnante che si rispetti deve riuscire a far capire, deve mettere in discussione quello che dice e come lo dice nell’esatto momento in cui vede anche un solo lampo di dubbio negli occhi di chi ha di fronte, se non è cpace di mettere in discussione ciò che fa e come lo fa, neanche di fronte ad una platea che lo informa che ciò che dice è falso o che suona incomprensibile o che il suo tono è irrispettoso, beh quello non è un buon insegnante. Per insegnare bisogna prima imparare e per imparare bisogna prima ascoltare e anche mentre si insegna occorre ascoltare, anche se si enuncia la più grande verità di questo mondo, se chi ascolta non la capisce, o avanza obiezioni non lo si può liquidare come se niente fosse, se di fronte poi si ha una platea di adulti, ex studenti, che hanno compreso cose ben più complesse di uno stupido acronimo usare un tono sprezzante e denigratorio non è proprio la tattica giusta….
PS In rete ho trovato una citazione attribuita ad Apuleio che non sono riuscito a verificare e suona così: “la scuola è il luogo in cui si insegna l’incomprensibile agli indifferenti da parte degli incompetenti“
