Auspici Lunedì, 30 Giugno 2008
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Un anno fa giorno più giorno meno, scrivevo di antichi luoghi rivisti in un film, due settimane fa sono tornato in quei luoghi. Un anno fa non sapevo ci sarei tornato, un anno fa non avrei potuto immaginare, neanche con la fantasia più fervida, le circostanze per cui ci sarei tornato. 6 mesi fa scrivevo di albe ed esseri complessi, di come l’ambizione alla felicità segua percorsi personali e di come ognuno cerchi la sua felicità. Oggi dopo 6 mesi, la mia vita è cambiata pur rimanendo simile, oggi sto meglio di 6 mesi fa e sto meravigliosamente rispetto ad un anno fa, eppure c’è qualcosa che mi sfugge…forse tra 6 mesi capirò…
Caldo Giovedì, 26 Giugno 2008
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Non saprei cos’altro aggiungere…
Di nuovo… Domenica, 8 Giugno 2008
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Transilvania arrivo…a venerdì
Appunto Venerdì, 30 Maggio 2008
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«Dicono che mi atteggio a guru ma mi limito a raccontare quello che vede tanta gente. È un momento di crisi generale, di grande tristezza. Certi giorni quando non ho una chitarra, mi sento inferocito davanti a questa valanga di ignoranza, di strumentalizzazione, di demagogia, di porcherie e di volgarità che viene fuori dalla tv, ma a volte anche da certi giornali: violenza e arroganza pagano sempre e se non avviene una mutazione genetica, l’umanità non ha grandi speranze»
Vasco Rossi
…Vasco chi? Venerdì, 30 Maggio 2008
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Tanti anni fa era il 1986 il caro Sandrino venne da me e mi chiese se lo conoscevo io risposi di no e dentro di me albergava il pregiudizio del “drogato”, quello cantato in Fegato spappolato per capirci, sì perché all’epoca lui era quello drogato, credevo non fosse il caso di ascoltare “certa musica”. Per fortuna ero un bambino intelligente e anche un po’ attratto dal fascino del proibito, decisi di ascoltare quel drogato, la cassetta è ancora lì nel cassetto, perdonate il gioco di parole…tutti quelli che hanno varcato quella soglia, la soglia del pregiudizio sanno perché si ascolta Vasco, sanno cosa c’è dietro quell’aria un po’ stranita che fa dire a molti “sembra ubriaco”, Vasco non è ubriaco, è molto lucido al contrario e ha un dono che nessun altro ha: Vasco riesce a far stare dentro una piccola semplice frase un’infinità di concetti, di significati, di interpretazioni, ha il dono di una sintesi estrema, quasi magica. Vasco non ha il bisogno di dire tutto, non usa tutte le parole disponibili, quella si chiama banalità, Vasco è un poeta nel vero senso della parola. Dopo furono C’è chi dice no e Liberi…Liberi, il mio primo LP in assoluto, sì quei dischi in vinile che dopo poco scomparvero, e fu il mio primo concerto, palaeur giugno ‘89, con Sandrino ovviamente e con Roberto, c’era anche ieri Roberto e tutte le altre volte. Il momento del grande salto, dai palazzetti allo stadio, Fronte del Palco, luglio 1990, lo stadio Flaminio gremito e chi non salta è un argentino. Ma ci guardavano ancora con sospetto, Vasco non andava su raidue in prima serata, eravamo ancora drogati, tutti quanti, e sui giornali le recensioni dei concerti non parlavano di magia, ma dell’odore dell’hashish e delle gente che sveniva, e all’ingresso le transenne e i cancelli e la polizia, e i tappi delle bottiglie e gli zaini e ancora cancelli e le perquisizioni personali, il popolo rock era maltrattato, lo è ancora, da controlli vessatori e tuttavia ridicoli. Ora la minoranza è quella che è fuori dallo stadio, centomila, centoventimila, ogni appuntamento un bagno di folla, ora quando parte ‘La noia’ i ragazzini guardano e ascoltano, ma non cantano, non sanno cos’è, mentre chi ha superato i 30 urla incredulo il titolo della canzone alle prime note, come urlava allora in una sorta di rito collettivo…Per capire chi è Vasco occorre entrare in uno stadio, fermarsi al centro del prato e ascoltare, ascoltare lo stadio che freme, respira e canta, e guardare i volti trasfigurati dalla musica, impregnati dalle emozioni che quella musica tira fuori dal cuore e dalla testa. Chi non c’è mai stato non lo capisce, guarda Vasco e pensa sia ubriaco, lo ascolta cantare di sesso sulla poltrona di casa sua e pensa sia solo un vecchio un po’ rimbambito e un po’ maiale.
Ieri sera mentre ascoltavo Sally qualche lacrima è scesa giù, ieri sera mentre guardavo Ale, Brick e Tromba mi sono sentito a casa, adolescente, ancora una volta, e ho pensato a tutte le altre volte, camminando sotto la pioggia incessante ho guardato il popolo rock , ho guardato quelle decine di migliaia di persone, stanche e sorridenti, migliori almeno per tre ore…
Informazione Mercoledì, 28 Maggio 2008
Posted by Francesco in Pensieri Sparsi.2 comments
erano in 4 sono scesi da una macchina armati di spranghe… bastoni… coltelli… mazze ferrate…tirapugni… una trave… una sedia… catene…un banco…la macchina degli estremisti…la macchina piena di estremisti…la macchina piena zeppa di estremisti…il modello di macchina tipicamente ricnoscibile come macchina degli estremisti…erano 4 che agrediscono 20…no 20 che aggrediscono 4…no erano i fascisti che hanno aggredito i comunisti…no i comunisti contro i fascisti…no attaccavano manifesti…no li staccavano…no andavano dal preside…no una rissa….una zuffa…un’aggressione….so partiti da casa in macchina per andare a de lollis a picchiare i comunisti…no del collettivo…no di forza nuova…la foto…no il filmato…no i testimoni…diversi feriti…un sacco di antifascisti…4 antifascisti…no 20 antifascisti…no due antifascisti che erano lì che “attacchinavano” (testuale)…evitando i commenti su gente che picchia altra gente ( in maniera premeditata o preterintenzionale non credo faccia differenza) perché mi pare sperfluo sottolineare che sia barbaro difendere le proprie idee con la violenza, nonché idiota, mi soffermerei piuttosto sull’informazione che esiste in questo paese, se non le avessi lette sui giornali e sui siti di informazione istituzionali tutte quelle cose lì penserei di essere al bar del mio paese…ma fabio chi?!
Inopportuno Martedì, 27 Maggio 2008
Posted by Francesco in Aforismi e Citazioni, Pensieri Sparsi.1 comment so far
No veramente non mi va, ho anche un mezzo appuntamento al bar con gli altri. Senti, ma che tipo di festa è, non è che alle dieci state tutti a ballare in girotondo, io sto buttato in un angolo, no… ah no: se si balla non vengo. No, no… allora non vengo. Che dici vengo? Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Vengo. Vengo e mi metto cosí, vicino a una finestra di profilo in controluce, voi mi fate: “Michele vieni di là con noi dai…” e io: “andate, andate, vi raggiungo dopo…” Vengo! Ci vediamo là. No, non mi va, non vengo, no. Ciao, arrivederci Nicola.
Nanni Moretti- “Ecce Bombo” 1978
