Hai paura del caos?

no direi di no anzi credo sia giusto tendere al caos….”disordinare” le cose, sovvertire i punti di vista, scardinare le abitudini e le convenzioni…l’equilibrio universale si fonda su singoli caos come dimostra la teoria del moto browniano…noi siamo le particelle e l’equilibrio del nostro universo è fondato sul nostro movimento caotico….meglio non fermarsi…come diceva anche l’amico Einstein :“La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti.”

PS la domanda-titolo del post è presa da “Stazione Climatica” degli Ondamedia

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2 comments so far

  1. fabrizio on

    STAZIONE CLIMATICA

    Ho visto stelle far le dive nel cielo
    Bruciare in un desiderio e poi sparire nel blu
    Lampioni fare sempre il loro dovere
    Illumiare le sere ed ottenere di più

    Io non ci credo ai re per una notte
    Al tutto subito imperante che c’è
    A chi si svende e sa riempirsi di vuoto
    A chi non è mai in ascolto ed ha paura del caos

    Hai paura de caos?
    Hai paura del caos?
    Hai paura del caos?

    L’alternativa nasce improvvisa
    L’alternativa vive ostinata
    L’alternativa muore di vecchiaia
    L’alternativa stà nella normalità

    ——————————————————–
    Le abitudini e le convenzioni di questo tempo,sono le trasgressioni forzate.
    La trasgressione non ha più purezza.
    Per questo credo si è più disordinati e sovversivi nel cercare di condurre una vita “normale”,piuttosto che far credere agli altri e a se stessi di vivere senza regole.
    Consiglio “Andare Camminare Lavorare” di Piero Ciampi.
    Può non centrare un cazzo ma rende l’idea.

    bricco

  2. Len on

    L’altra sera, guardando la televisione, mi è passata davanti agli occhi la pubblicità della Fiat Croma. Al di là dello scrausume della macchina, si parlava dell’importanza del viaggio in sè stesso rispetto alla meta.
    Questo discorso ha generato in me un’intuizione, che resta intuizione perchè non ci sono stata a pensare troppo, ma spesso le intuizioni sono i limiti estremi da cui ci si sporge verso la verità assoluta: non sono importanti i nostri obiettivi, quanto il nostro modo di arrivarci (qualche post fa avevo già detto qualcosa a riguardo), e il nostro modo di arrivarci è il nostro divenire, e il nostro divenire è la nostra vita. Siamo in quanto diveniamo. E cosa c’è di più caotico di un divenire?


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