Accadde domani

Come in una vecchia rubrica dell’almanacco del giorno dopo, che qualcuno di voi si ricorderà….si quello con la sigletta pi-ppi-ppipiiii-ri-piri-pippi-piri…esatto proprio quella eccoci a ricordare cosa accadde il 28 febbraio del 2002, scusate ma mi si è incastrato il cervello a 5 anni fa evidentemente (sto scherzando prima che cominciate a psicanalizzarmi)…dicevo domani 5 anni fa sarà l’ultimo giorno di circolazione legale della Lira…vi ricordate quando arrivo’ l’euro? io mi ricordo di averlo battezzato giocando a bestia…la prima bisca del nuovo conio eheheh tutti lì con ste monetine scintillanti (prima di annerire irrimediabilmente a contatto con l’italico sudore) a puntare un centesimo, sì perché capire quanto si perdeva era complicato, “ma che sei matto du’ euri?!? so 4mila lire!!”…ecco ci sembravano così tanti 2 euri…beata innocenza… e vi ricordate tutti quei simpatici gadget? gli euroconvertitori, il portamonete…il portamonete fu il regalo più regalato a Natale 2001, nelle varie versioni, poi dopo un mese gli spicci sparirono e venne tutto arrotondato , per eccesso, ovviamente, e il portamonete è ritornato ad essere un inutile oggetto del passato…e i cellulari, che dovevano avere l’euroconvertitore altrimenti non eri nessuno, che nelle nostre menti malate forse avremmo dovuto continuato a convertire in lire tutti i prezzi per tutta la vita….qualcuno in effetti ancora lo fa…tempo perso…per una settimana le mille lire furono convertite in 52 centesimi, poi si passo’ al comodo cambio 1000 a 1….l’altra sera in un pub ho consumato 6mila lire di pistacchi che se andavo al consorzio agricolo ne compravo un quintale e ci mettevo a pistacchi 10 ettari di campo…insieme alla lira l’euro si è portato via tutto il gergo legato alla lira, sono sparite le piotte, con le mezze piotte, gli scudi, i sacchi e i mezzi sacchi, sintomatico però che sia rimasto il detto ‘non c’ho una lira‘, che non va letto come ‘ ho gli euro(i) ‘, ovviamente…di quel periodo ho un bel ricordo, mi ricordo soprattutto quando aiutavo il ‘mio’ cieco (a proposito i ciechi tra loro si chiamano ciechi non usano locuzioni ipocrite tipo ipovedente…) a capire le differenze tra le monete, i 20 cent hanno i tagli, l’euro è zigrinato alternato, i 50 zigrinati grossi, i due hanno il solco…una caciara, per lui che contava i soldi senza poterli vedere fu un po’ un casino…per me fu l’occasione per capire quanto possa essere peggio la vita…

“Per cui mi prendo sottobraccio il mio ragazzo, la gitarella fuori porta ci facciamo e amoreggiando senza cacchio ci scoppiamo ‘sti quattro euro de felicità, euro de felicità, euro de felicità, euro de felicità.”

“Nudo e senza cacchio” – Elio e le Storie Tese, Craccracriccrecr 1999

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2 comments so far

  1. Scheggia on

    quanto me mancano le mie lirette…le mille lire…le cinquecento (che se te le sei tenute ci puoi ancora predere il carrello al supermercato).

    ma la cosa che mi fa più rabbia è la conversione 1000 a 1….soprattutto perchè ha coinvolto tutto fuorchè gli stipendi! sic!

  2. Federica on

    Io non dimenticherò mai la “lezione di euro” che facemmo a mia nonna ultrasettantenne per introdurla alla nuova moneta…un dramma…anche perchè lei continuava a dire “hai un euro da duemila lire?”.
    Per me fu abbastanza strano: partii per la Cina a metà febbraio e tornai a luglio, e trovarmi gli euro in mano fu un pò disarmante all’inizio, soprattutto perchè li spendevo come se fossero lire…
    🙂


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