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Serata Quantistica

Dice che fai stasera? Quasi quasi vado all’università a sentirmi una lezione sulla meccanica quantistica…Ieri sera nella facoltà di fisica dell’Università La Sapienza di Roma nell’ambito della settimana della scienza organizzata dal municipio 3 di Roma , è stata organizzata una lettura di testi di fisici sulla meccanica quantistica. In particolare la selezione degli scritti era tesa a sottolineare come l’argomento avesse suscitato all’epoca una frattura netta tra diverse scuole di pensiero. L’oggetto del contendere non fu tanto sulla sostanza quanto sulla forma utilizzata per descrivere argomenti così complessi e se la forma avesse o meno implicazioni sulla sostanza: meglio la teoria quantistica o meglio la teoria ondulatoria per descrivere l’energia e la materia? quale delle due ha più attinenza con la realtà? un modello matematico deve descrivere la realtà “vera” o basta che ne dia una descrizione soddisfacente? Per la prima volta i fisici si trovarono a dover discutere di una materia intangibile, e a cercare di capirne il funzionamento, non più mele che cadevano, ruote che giravano e lampadine che si accendevano, ma fenomeni intangibili, concetti al limite del filosofico. La fisica divenne adulta, alla certezza infantile di fenomeni noti si aggiunse la probabilità adulta di eventi parzialmente controllabili, alla dimostrazione inconfutabile si sostituì l’idea, supportata da una teoria non sempre solida. L’argomento è vasto e complesso e ancora oggi non trova una formulazione coerente ed univoca, l’approccio probabilistico non piace ai fisici ‘classici’ per cui un evento non può dipendere dal fatto che io lo osservi o meno, d’altra parte l’approccio della meccanica classica non è applicabile alle particelle subatomiche per loro natura ‘incontrollabili’. Questa fragilità della teoria, ha diffuso, purtroppo, un relativismo nichilista che ha intaccato la percezione comune della scienza e ha fatto sì che si diffondesse una sorta di “scientismo”, una mistica della scienza che spesso degenera in mistificazione. Mi piacerebbe che tutto il mondo cogliesse le implicazioni di quanto affermavano i vari Heisemberg, Born, Pauli, Schrödinger, Einstein, Bohr, ma capisco che in realtà questo post appassionerà una sola persona. Per chi fosse curioso consiglio di cercare su wikipedia il paradosso del gatto di Schrödinger e il paradosso EPR (Einstein-Podolsky-Rosen) che cercano di confutare i due approcci più diffusi alla meccanica quantistica. Chiuderei con due citazioni che riassumono in modo efficace le due scuole di pensiero sull’argomento…

“Dio non gioca a dadi con l’universo” – A. Einstein

“Quelli che non rimangono scioccati, la prima volta che si imbattono nella meccanica quantistica, non possono averla compresa” – N.Bohr

PS e per dimostrare che non parliamo solo di fisica delle particelle, sabato prossimo tutti al concerto dei Doomraiser!!