Insoddisfazione

Leggo i blog, ascolto la TV, ascolto la radio, parlo con i colleghi, discuto con gli amici e noto un elemento comune : l’insoddisfazione. Ognuno ha un motivo più o meno valido per lamentarsi, per recriminare, per criticare…ognuno ha qualcosa che non trova. Possibile che si stia così male? Possibile che per nessuno la realtà delle cose coincida con la percezione di se’ , con le proprie reali possibilità? Nella vita si impara prima o poi ad accontentarsi e a godere di ciò che si ha, si impara che non si può avere tutto ciò che si vuole….eppure…anche chi si convince di questa realtà ineluttabile rimane insoddisfatto, un minuscolo pezzetto del suo cervello o del suo cuore gli fa pensare che meriterebbe di più, che desidererebbe qualcosa di diverso…e allora se questa insoddisfazione rimane solo amarezza e rimpianto a cosa serve? Se l’insoddisfazione non diventa spinta al miglioramento, alla crescita, al cambiamento a cosa serve? Non sarebbe meglio tacere e consapevolmente persuasi della propria incapacità al cambiamento, accontentarsi? Oppure finalmente alzarsi e andare a cercare quello che ci manca?

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9 comments so far

  1. Elisa on

    L’uomo è un re spodestato. Secondo me la nostra insoddisfazione è un pò la nostra caratteristica.

  2. Spora on

    Non per fare la guastafeste, ma finché non ti capita la sfiga di cagarti addosso per una malattia o perché perdi qualcuno, non ti rimetti a posto le vere priorità in modo da abbandonare le psico-cazzate che ti distolgono dall’essenza della vita.

  3. Francesco on

    Esatto Spora 🙂 Brutale ma efficace…

  4. la Legionaria on

    A quanto vedo il problema vero è l’impossibilità di “finalmente alzarsi ed andare in cerca di quello che ci manca”: Perchè. come dice Elisa, l’uomo è un re che si è autospodestato in nome di un altro trono del tutto immaginario. Da un lato ha rinunciato al trono (se stesso), dall’altro può girare finchè vuole ma non troverà mai il suo vero regno… fuori di sè…
    Ma scusate il volo filosofico-esistenziale.
    Complimenti per il blog, lo aggiungo al blogroll del mio!

    Ci si rilegge

  5. nabladue on

    Be’ come si dice: chi è causa del suo mal…
    Non credo nelle persone che si lamentano troppo, anzi mi infastidiscono… per qualcuno è sempre colpa degl’altri…
    Quando pensavo più a lamentarmi che a costruire non ho mai combianto nulla, poi ho capito che il primo di cui lamentarmi ero io e da lì finalmente qualcosa si è smosso…

    ciao ciao

  6. Francesco on

    Esatto…credo anche io che ad un certo punto è il caso di mettere in discussione se’ stessi prima del mondo circostante o comunque il rapporto che si ha col mondo. Però questo processo a volte si arresta e anche i più virtuosi a volte cadono nella trappola dell’autocommiserazione e della lamentela…mi chiedo se non sia un passaggio necessario in certi momenti…

  7. nabladue on

    Penso di sì…prima o poi ci si passa…

  8. Francesco on

    Ho scritto un po’ troppe volte ‘a volte’…

  9. vale on

    credo che l’insoddisfzione derivi da nn poter realizzare i propri sogni dal sentire che nn si ci e le fatta o che nn si puo fare di nn essere in grado. sono d’accordo sul fatto che finche qualcosa di irrimediabile nn colpisce la tua vita si puo essere feli ci ma cio nn vuol dire che si ci senta realizzati e quindi da qui l’insoddispazione.


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