Metamorfosi

Si parlava di narcisismo…ieri per soddisfare la mia curiosità ho preso in mano il mio libro di letteratura latina ed ho ritrovato Ovidio e le sue metamorfosi, leggendo alcuni brani questo , che non ricordavo, mi ha colpito, per l’efficacia poetica: l’eziologia dell’eco, nasconde in realtà un racconto d’amore dalle mille sfumature…

 

Quando Eco ebbe visto Narciso e se ne fu innamorata, cominciò di nascosto a seguire i suoi passi; ma quanto più lo segue e si accosta alla fiamma d’amore, tanto più brucia, come quando lo zolfo che copre l’estremità della torcia attira a se’ crepitando la fiamma. Quante volte cercò di avvicinarlo con dolci parole e umili preghiere! Ma e contro la sua natura e lei non può cominciare; può essere solo pronta ad aspettare i suoni e a loro rimandare le parole. Una volta il ragazzo allontanatosi dal gruppo dei fedeli compagni gridò: <<c’è qualcuno qui vicino?>>. <<Qui vicino>> rispose Eco. Stupito egli volge in ogni direzione lo sguardo e grida a gran voce :<<vieni qui>>: e anche lei lo chiama così. Lui si volge a guardare, e non vedendo nessuno :<< Perché -disse- mi sfuggi?>>, e gli giunsero in risposta queste identiche parole.

Lui insiste, e ingannato da quella voce fantasma : <<Qui, tutti e due insieme>>- disse- ed Eco, rispondendo a quel suono, il più gradito per lei, ripeté : <<Insieme!>>. Per realizzare queste sue parole lei esce dalla selva e corre a gettare le braccia al collo dell’amato. Ma lui fugge e fuggendo gridò :<< Non voglio le tue braccia intorno al collo; piuttosto morire che abbandonarmi a te!>>. E lei nient’altro risponde che : <<abbandonarmi a te!>>. Disprezzata se ne sta nascosta nei boschi coprendosi tutta vergognosa il volto con le fronde,e vive da allora nelle caverne solitarie. Ma in lei è ancora saldo l’amore e si accresce per il dolore del rifiuto, e intanto la pena che la tiene sveglia assottiglia il suo corpo sventurato, mentre la magrezza le dissecca la pelle, e tutta la sostanza del suo corpo si dissolve all’aria. La voce soltanto e le ossa sopravvivono; le resta la voce; le ossa si dice abbiano preso la forma di pietre. Da allora lei è nei boschi, e nei monti non si vede più; ma da tutti è udita: è puro suono quello che vive in lei.

Ovidio, “Le Metamorfosi” Libro III, 370-401 

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1 comment so far

  1. Rossana on

    Che bella…E’ stato un piacere leggere..


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