Black Holes and Revelations (pt 1)

17 giugno 2007 Wembley

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Il nuovo stadio è imponente, come può non esserlo un catino da 90mila posti a sedere…il colore dominante all’interno è il rosso dei seggiolini, mentre all’esterno domina il bianco della struttura e del grande arco che sovrasta, e a cui è letteralmente appesa, la copertura.

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L’ingresso è tranquillo niente ressa ai cancelli, anzi niente cancelli , solo il classico tornello agli ingressi dei singoli settori, classificati in ordine alfabetico. L’omino all’ingresso strappa il biglietto e sorridendo ti augura buon divertimento o ti saluta, proprio come in Italia…dopo 3 metri i controlli, una barriera di steward non lascia passare nessuno senza controllare borse , zaini e tasche, tutto con molto tranquillità visto che i cancelli sono aperti dalle 14 e la gente ha tutto il tempo di fluire all’interno quando vuole. Si sale, abbiamo dei posti in alto “terzo anello”, ma lo stadio è verticale anche dall’ultima fila si vede meglio che dalla curva dell’olimpico, 3 rampe di scale mobili una per piano presidiate da inservienti che guidano il pubblico, ogni ingresso alle gradinate vede la presenza di 2 persone che ti spiegano dov’è il tuo posto. Sul prato cordoni di addetti alla sicurezza guidano la gente in modo da garantire un riempimento graduale delle singole porzioni di prato…molto ordinato, anche troppo forse…dentro a uno stadio con 100 persone in Italia ci sarebbe più casino, mentre qui con 50mila persone almeno il rumore di fondo sembra quello della sala d’attesa del medico…un lieve brusio.

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Si attende pazientemente l’ora d’inizio, alle 16 dovrebbero iniziare gli Shy Child…e infatti alle 16,00 cominciano…in questo paese non so se è contemplato l’imprevisto…formazione atipica, tastiera e batteria, il cantante con le sua tastiera a tracolla da novello Sandy Marton usa 3 accordi, il batterista 2 tempi, e quindi dopo il primo pezzo a Roma avrebbero intonato “c’avete rotto er ca…oooo”, a Londra applaudono, anche se non troppo convinti. Dopo 35 minuti di agonia e 15 di cambio palco è la volta dei Biffy Clyro, dice “che fanno i biffy clyro?”…non lo so….tutto e niente credo, un suono un po’ brit pop e un po’ grunge, un po’ rock e un po’ no, formazione chitarra basso e batteria, tengono il palco ma non hanno anima, si faranno? Boh , direi di no…è la volta degli acclamatissimi My Chemical Romance, lui bello e dannato da bravo americano tra un fu..ing e l’altro lancia messaggi edificanti, tipo la vita è bella, non suicidatevi, questa è una festa (fottuta ovviamente anche la festa…come il pubblico, le mani da alzare, i fottuti muse e via dicendo…) ‘cattivissimo’, qui in Italia lo definiremmo paraculo…un rockettino leggero leggero, che mette d’accordo i papà e le figlie.

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A proposito, molto bello che i papà e le mamme portino i figli ai concerti solo che se nell’89 fosse venuta mamma a sentire Vasco a me mi sarebbe presa malissimo… Qui invece il concerto dei muse sembra quello di Guccini tutti felici, famiglie papà, mamme, nonne…che poi tanto nello stadio manco una canna puoi farti quindi che ti frega se viene pure tuo papà…non si fuma allo stadio, però si beve birra, che ti servono nel pratico bicchiere di plastica, o nella pratica bottiglia di vetro…sì esatto…quella che all’ingresso non era permessa…te la vendono dentro, casomai ti venisse voglia di tirarla in testa a qualcuno, almeno fa male, però la bottiglia dell’acqua di plastica te la stappano e si tengono il tappo sai com’è…la sicurezza…piccole incongruenze, in questo mi pare di capire che tutto il mondo è paese. La differenza è che sul prato c’è il bar e dietro al bar c’è parcheggiata l’autobotte di Carlsberg (non scherzo immaginate l’autobotte dell’agip, ma verde e con la scritta Carlsberg) direttamente collegata alla spina…l’altra differenza è che ai margini del prato ci sono degli enormi cassonetti e la gente ci va a buttare dentro bicchieri e bottiglie…sono curioso di vedere l’olimpico mercoledì… (continua…)

PS Grazie ad Enrico e al suo cellulare per le foto!!!… peccato non aver portato la digitale i controlli non erano poi così severi…

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2 comments so far

  1. Federica on

    Ammazza, che spettacolo questo nuovo Wembley! Tutto rosso!
    E il “prato” era talmente bianco che sembrava coperto di neve!
    Bello..immagino l’effetto che deve averti fatto una volta riempito!

  2. Francesco on

    Il prato era completamente coperto e “al sicuro”…con Enrico commentavamo sul fatto che solo in Italia ci siano problemi a coprire un cavolo di prato in modo da non distruggerlo…nella seconda parte le considerazioni su ambiente e atmosfera 😉


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