Black Holes and Revelations (pt 2)

Ore 20,00 in perfetto orario parte Knights of Cydonia…il palco non è enorme ma è impressionante, la zona centrale è un enorme schermo luminoso su cui scorrono immagini psichedeliche e paesaggi fantastici alternati alla figure solarizzate o distorte dei 3 sul palco; sui due lati due classici maxischermi proiettano primi piani dei musicisti.

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Il suono dei muse live è notevole, pulito e potente, molto più bello di quanto esce da un CD è più pieno, è più ‘rock’. L’acustica del posto è uno spettacolo, niente a che vedere con quanto ho sentito fin’ora all’interno di uno stadio. I muse appaiono al centro del prato nella zona mixer per poi percorrere la passerella centrale ricavata tra due ali di pubblico fino al palco, una ventina di pezzi (23 credo) per due ore secche di concerto con due piccole pause di qualche minuto. Matthew Bellamy per due ore canta, suona chitarra e piano e corre un po’ per tutto il palco, senza fare una piega, ha 3 microfoni piazzati al centro e sulle due piccole passerelle laterali che si affacciano sul parterre. La voce è graffiante , notevole, senza incertezze, la presenza sul palco è da grande. La parte centrale del concerto è più acustica, prima dei pezzi finali che vanno in crescendo, il suono diventa sempre più potente, è impressionante come in 3 riescano ad avere un suono così pieno. Il pubblico partecipa,canta e salta eppure…eppure io ho visto solo una persona riuscire a “suonare lo stadio” , a far saltare all’unisono 60mila persone, a far cantare tutti dal primo all’ultimo pezzo in un rito collettivo che ha qualcosa di incredibile, e non è inglese.

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Inoltre durante il concerto c’è gente che va e viene incurante dello show, come in una qualunque sagra di paese, un po’ strano per noi che andavamo ai concerti alle 9 di mattina e stavamo piantati lì fino a che non ci cacciavano via.L’altra nota stonata, oltre allo stadio non pienissimo e a un po’ di ‘freddezza’ nel pubblico, è la luce: purtroppo iniziando così presto il concerto ed essendo in Inghilterra, alla fine del concerto c’è ancora chiarore e questo riduce di molto l’effetto delle luci, veramente molto suggestivo. Alla fine la gente scappa via rapidamente, per non perdere l’ultimo treno, incanalata da poliziotti e servizio d’ordine lungo le vie che portano ai vari mezzi di trasporto, gente col megafono ti urla dove devi andare, il deflusso è rapido e ordinato, troppo rapido e troppo ordinato, un po’ alienante…Sono andato al concerto senza particolare convinzione, torno dal concerto assolutamente entusiasta, la dimensione live restituisce un gruppo nettamente migliore di ciò che traspare nei lavori da studio, se avrete occasione non perdetevi il loro concerto

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2 comments so far

  1. Federica on

    Si e’ vero, un concerto con la luce non se po’ vede’…
    Peccato…ma mi sa che in Inghilterra non hanno scelta…altrimenti li dovrebbero far cominciare tutti intorno alle 23.00!!

  2. angie7 on

    Il concerto al Palalottomatica è stato incredibile..però non amo la loro freddezza. Non c’è stata empatia col pubblico e questo a mio avviso non paga. A Roma se ne sono andati sulle note di Knights of Cydonia che è spettacolare…

    cOME RIDE WITH ME TROUGHT THE VEINS OF HISTORY..


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