Alla fine…

Ma, alla fine, trascorreremo qui solo alcuni giorni…altri 40 anni? un altro giorno soltanto? Due minuti un’ora…chi può dirlo? Alla fine di noi non resterà molto, se non il ricordo nella testa di qualcuno finché anche lui non morirà…alla fine noi andremo via di qua…alla fine ha senso prendersela? Ha senso vivere di aspettative? Ha senso progettare, programmare, rimandare, risparmiare? Per chi? Per cosa? Tra pochi giorni o tra pochi anni io non sarò più di questo mondo, a quel punto fregherà a qualcuno se ho fatto quel che dovevo? E cos’ era ciò che dovevo? Alla fine ha senso vivere di paure e timori? Alla fine ha senso fare mille distinguo? Alla fine ha senso porsi certe domande?

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5 comments so far

  1. Federica on

    Mmmm, botta di pessimismo cosmico…;-)

  2. sab on

    devi vivere, sognare, esplorare, entusiasmarti solo per te.
    tante domande non hanno una risposta
    ma forse è meglio vivere intensamente che non chiedersi se questo
    abbia un senso
    quando parlo così mi faccio paura da sola

  3. Scheggia on

    conta quel che fai per rendere questo passaggio sulla terra più piacevole possibile,
    vivi,
    godi,
    e poi ti piace scrivere visto che hai blog, ciò che scriviamo rimane….
    divertiti finchè respiri!

  4. nana53 on

    Sono domande che mi facevo quando ero giovane, e non riuscivo, come te, a darmi una risposta, ora , che sono in discesa nella vita, ho trovato forse una risposta. Vivo per me stessa e FORSE anche per chi mi sta accanto o che semplicemente mi conosce. Una battuta banale: vivi come se fosse l’ultimo giorno, semplicemente così. Ti consiglio un libro di Tiziano Terzani L’utimo giro di giostra. Nella mia pagina Libreria ne ho copiato un brano, leggilo, forse ti potrà servire. Ciao annamaria

  5. Francesco on

    in realtà si trattava di una botta di ‘ottimismo cosmico’ eheheh o di una spinta all’ottimismo se preferite… ma capisco che poteva sembrare altro….grazie a tutte (ma quante donne mi commentano…) in realtà non cerco risposte, quelle più o meno le conosciamo tutti, il problema grosso credo sia trasformarle in modo di vivere…quanti di voi riescono realmente a fregarsene? a divertirsi? a vivere per se’? ad entusiasmarsi? perché leggere un libro di Terzani invece di “essere” Terzani? la riflessione era questa…alla fine nonostante sappiamo bene che durerà poco, sembriamo quasi non poter fare a meno di perderci nelle piccole banalità quotidiane e ce ne preoccupiamo le organizziamo senza mai relamente goderne…sono solo io a non riuscirci? sono solo io a sentirmi certi giorni come un criceto sulla ruota?…


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