Caro amico mi scrivo

Dice “come stai? stai male?” no non particolarmente… si parlava tempo fa con un’amica di come spesso i lettori di un blog possano fraintendere gli stati d’animo. Spesso chi scrive vomita un fiume di pensieri dandogli una forma più o meno curata, ma non filtra ciò che il cervello produce, questo processo fa sì che lo scritto  risulti criptico o sconclusionato, o che calchi la mano su toni più cupi o ingiustificatamente euforici. La differenza la fa l’occhio del lettore, quello che chi legge percepisce, alcune volte è distante dalla realtà, e allora posso scrivere di apatia senza che mi senta particolarmente apatico e di felicità senza che sia particolarmente felice. Troppe volte l’introspezione viene confusa per pesantezza o peggio per tristezza, mi chiedo quale sia l’immagine che traspare di me dalle mie pagine…probabilmente è quella di una persona triste e noiosa…non so…e poi non va dimenticato l’aspetto catartico dello scrivere, alla fine scaricare sulle pagine la negatività, la rabbia, lo scoraggiamento, l’apatia, la polemica, imprimere la negatività su un foglio bianco, aiuta ad inquadrarne i contorni, a relegarla nella sua esatta dimensione, a fare chiarezza dentro di sè….scrivendosi…

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2 comments so far

  1. Celeste on

    No, nn dire così … la tua “ricerca d’introspezione” più che apatica, in certi giorni risulta… pallosa!
    Ma tu sei … differente!;)

  2. Francesco on

    palloso…ehehehe


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