Existenz Minimum

Dice “che vordì?” e niente: nei primi anni del secolo gli architetti razionalisti studiavano il minimo spazio vitale e progettavano in base a questo canone…la parola di oggi come avrete capito è ‘spazio vitale’ (vabbe’ so’ due parole, non fate i pignoli è il concetto che conta), lo spazio vitale è la minima quantità di spazio che ci permette di muoverci e di respirare senza entrare in contatto fisico col mondo circostante; oltre ad un existenz minimum architettonico ne esiste uno sociale: nell’interazione con il mondo c’è un limite fisico, una barriera invisibile che se superata può generare fastidio o piacere, questo limite è convenzionalmente fissato in 50 cm, al di sotto dei 50cm siamo dentro la sfera intima di una persona. Trovo chi non rispetta questa sfera fastidioso e credo che la propensione a valicare il limite personale senza un’autorizzazione esplicita o implicita, sia un indice della mancanza di rispetto che si ha per gli altri….tutto questo per dire che le persone che mi toccano mentre mi parlano, o che entrano nel mio spazio vitale senza invito mi stanno sulle palle 😉 (non tutte ovviamente)

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7 comments so far

  1. francesca01 on

    sono d’accordo…è una mancanza di rispetto anche verso se stessi.
    Ciao e ben trovato:)

  2. Elisa on

    Sono d’accordo con te.
    Non sopporto chi mi tocca quando parla. Vuoi parlare con me? Ok, fallo pure, ma mantieniti a distanza di sicurezza.

  3. Francesco on

    già….persone invadenti…
    benvenuta francesca 🙂

  4. rossana on

    concordo. E aggiungo: mi capita spesso di notare che lepersone che mi “sfiorano inavvertitamente” parlando, sono di solito tesissime e con forte spirito competitivo. Vorrà dire qualcosa?

  5. Francesco on

    che vogliano metterti le mani addosso ? picchiarti ? eheheh vero, di solito chi ti tocca è come se volesse forzarti a condividere la sua idea,come se volesse trascinarti dalla loro parte…sai quelli che ti afferrano quasi per il braccio…allo stesso modo mi disturba chi fa troppo casino, chi parla a voce alta o usa gli oggetti in maniera rumorosa…ma questo l’ho già detto

  6. Lidia Zitara on

    Strano. I romani sono a volte più meridionali dei calabresi, strano che non apprezzi il contatto fisico durante l’eloquio. Credo sia una caraterristica delle popolazioni del sud toccarsi quando ci si parla. la gente ti afferra un braccio, o ti tocca il viso, a volte ti palpa una coscia mentre si sta seduti in fila dal medico. C’è chi ti punta l’indice sulla spalla ripetutamente, a volte fino a farti un livido. C’è poi chi ti mette la bocca in faccia, ed a me che sono bassa mi viene da scansarmi incurvandomi verso dietro, rischiando “de cappottà”
    E’ la loro natura. Neanche a me piace, specie quando la controparte è sudicia e puzzolente, ma ho capito che è una parte fondamentale della mediterraneità.
    A me piace toccare gli altri, con discrezione ovviamente, sono molto espansiva e per gli abbracci fitti fitti. Se ti ringrazio, ti do un bacio e ti abbraccio, quando saluto una persona della mia età do due baci sulle guance invece che la mano.
    It’s a dangerous life.

  7. Francesco on

    Innanzitutto benvenuta su questo blog Lidia. Sulla componente culturale nulla da dire, la questione non è sempre fastidiosa come dico anche nel post, tuttavia alcune persone sono invadenti e insopportabili, anche se non puzzano. Quelle non sopporto.


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