Il DDL Levi-Prodi

Art. 2
1. Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.

occhio a non far vedere agli invitati l’album del vostro matrimonio potreste essere perseguiti

2. Non costituiscono prodotti editoriali quelli destinati alla sola informazione aziendale, sia ad uso interno sia presso il pubblico.

bene potremmo far finta che il nostro blog è un bollettino aziendale aprendo ognuno una partita iva

3. La disciplina della presente legge non si applica ai prodotti discografici e audiovisivi.

soluzione più semplice mettiamo musica e filmati nei blog e dichiariamoli prodotti audiovisivi , a proposito se realizzo un audiovisivo lesivo della dignità di qualcuno non sono forse perseguibile a norma di legge in quanto non ‘rilevato’ dal ROC (vedi art.7 punto 1) ?!??!

Art. 5

1. Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative

Anche decidere di sposarsi se finalizzato alla realizzazione dell’album da distribuire costituisce attività editoriale occhio!!

Art. 7 (Attività editoriale su internet)

1. L’iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale su internet rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.

2. Per le attività editoriali svolte su internet dai soggetti pubblici si considera responsabile colui che ha il compito di autorizzare la pubblicazione delle informazioni.

ora RILEVA che cacchio vuol dire? noi saremo anche dei fuorilegge ma chi scrive le leggi è fuori dall’italiano chi di voi sa interpretare la frase al punto 1 me la spieghi per favore significa forse che ha rilevanza? io penso che non serva essere iscritti a nessun registro per essere soggetti alle legi vigenti, se diffamo a mezzo blog sono perseguibile anche adesso senza che debba iscrimere all’albo dei diffamatori . E invece autorizzare al punto 2 che vuol dire? Sono io che autorizzo i commenti sul blog? o WordPress o splinder o blogspot che mi autorizzano a pubblicare? boh chi può dirlo?

Il 3 agosto il nostro Governo ha pensato bene di varare un decreto legge sull’editoria che stabilisce nuove norme per chi vuole intraprendere l’attività editoriale, crea un registro degli operatori della comunicazione (ROC) a cui ci si deve iscrivere per poter pubblicare qualcosa….voi direte vabbe’ che mi frega io ho solo un blog mica mi faranno pagare una tassa sul blog, mica faccio editoria io…bene leggendo il decreto che come spesso accade è molto vago e molto generico, tutto ciò che viene scritto e reso pubblico è un prodotto editoriale a prescindere se sia scritto a scopo di lucro o meno, vi salvate solo se fate musica o audiovisivi; ora non ci vuole un onorevole della Repubblica per capire che nella categoria di prodotti resi pubblici con qualsiasi mezzo nel mondo moderno rientrano un’infinità di entità e non tutte riconducibili all’attività editoriale propriamente detta: blog, forum di discussione, siti web di ogni genere, anche una chatroom volendo( idem nella categoria audiovisivi si può andare dal film in dvd all’enciclopedia multimediale non si capisce quindi perché escluderli) ; nel momento in cui si prescinde dal mezzo e dallo scopo di lucro, tutto ciò che viene detto pubblicamente e teso alla divulgazione, all’informazione, all’intrattenimento diventa prodotto editoriale, anche uno che parla in piazza è un prodotto editoriale…

Staremo a vedere, sembra che si stia facendo marcia indietro sul testo per escludere forme di espressione quali i blog ad esempio, di sicuro se proveranno a limitare la libertà individuale con forme subdole di controllo, ci ribelleremo, la rete in questo senso ci fornisce risorse inesauribili e quindi non ci preoccupiamo più di tanto, quello che è preoccupante è l’approssimazione con cui si affrontano le questioni in questo paese.

Libertà di espressione non vuol dire libertà di diffamazione, non c’è bisogno di un registro per perseguire chi diffama esistono già leggi al riguardo.

Qui trovate il testo integrale

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4 comments so far

  1. scheggia on

    cacchiolina mi tocca chiude il blogghe?

  2. Paolo on

    …che dire Francè, penso sia sufficiente (qualora venisse promulgata la legge, cosa di cui dubito) aprire il blog su un dominio non “.it” , cioè aprire un sito all’interno del quale aprire il blog , che nè so’ , per esempio “.tk” che tra l’altro offre lo spazio gratis chiedendo la sola presenza di banner publicitari sul sito o altri domini.
    Però mi sorge un domanda, ma non è che così facendo si finisce per assomigliare a chi usa i paradisi fiscali per altri motivi?

  3. Francesco on

    Non mi preoccupa la soluzione per aggirare la norma pa’ che, come sai ,in Italia troveremo sicuramente , siamo maestri, mi preoccupa l’approssimazione con cui si affrontano le cose, ma anche questo, lo sappiamo bene, è un altro tratto tutto tipicamente italiano…

  4. angie7 on

    interessante, grazie..

    quello che temo è che noi italiani non ci ribelliamo per cose ben più gravi, figuriamoci per questa.


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