Un senso

Faccio un giro, mangio qualcosa e poi li raggiungo, un programma come tanti, già fatto altre volte, niente di nuovo, sali in macchina accendi lo stereo e vai, il nuovo dei radiohead fluttua tra vecchie sonorità e un abuso di elettronica che a tratti stranisce un po’ ma con dei riff di sottofondo molto classici, uno strano disco che non mi dispiace…arrivi nel posto che hai scelto per farti un giro, dare un’occhiata alle vetrine e mangiare qualcosa, oh, ecco un posto, che culo, parcheggio, spengo lo stereo, spengo la macchina. Scendo. La musica dallo stereo passa direttamente alle  orecchie auricolare destra, auricolare sinistra, benedetto ipod che un po’ ti isola dal mondo, ma un po’ ti immerge nel mondo come in un acquario, cullando l’udito e lasciando agli altri sensi la percezione dell’universo circostante…gli altri sensi…cammino, un’odore mi colpisce, no non è un odore, è un miscuglio di odori, non è un profumo vero e proprio, è un odore caldo, sa di casa e di cucina, sa di… non so di cosa sa…infame la memoria degli odori, non c’è niente di più devastante del ricordo di un odore, non è come guardare un’immagine, l’immagine è fuori di te, l’immagine non ti parte da dentro al cervello, dalla base del cranio per salire alle tempie, un’immagine è da un’altra parte nello spazio e nel tempo non è lì in quel momento dentro di te…l’odore invece ti rapisce, ti proietta in un viaggio nel tempo e ti ripiomba al momento esatto in cui l’hai sentito, in cui l’hai vissuto, a volte non sai neanche che odore sia, non sai dargli un nome, ne’ un luogo, ne’ un momento preciso, ma la tua testa è lì con lui nel luogo e nel momento e sa che odore è e non importa che nome abbia…

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4 comments so far

  1. Clarissa on

    Ed ecco, macchinalmente, oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzo di madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di focaccia toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva reso indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria, nel modo stesso che agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa: o meglio quest’essenza non era in me. era me stesso. Avevo cessato di sentirmi mediocre, contingente, mortale. Donde m’era potuta venire quella gioia violenta? Sentivo ch’era legata al sapore del tè e della focaccia, ma la sorpassava incommensurabilmente, non doveva essere della stessa natura. Donde veniva? Che significava? Dove afferrarla? (Da “Dalla parte di Swan” – Marcel Proust)

  2. francesca01 on

    spesso il ricordo di un odore che hai sentito un giorno e che ti ha fatto provare un’emozione ritorna… sei addirittura tu che, inconsapevolmente, evochi quell’odore, quell’emozione..tu cerchi di tradurre questo ricordo, questa emozione

  3. Elisa on

    A me capita a volte di avvertire un odore nei posti più strani e che quell’odore mi porti alla memoria una persona, un momento.

  4. agnese ..o ines, o skatafashion o k13utterfly on

    è tremendo l’odore. parole sante, sempre sante.


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