A che serve il bosone

Tra le obiezioni ascoltate in questi giorni una era ricorrente: “ma le cose che fanno al CERN a che servono?”.
La risposta è: “a niente”.
Ma come,direte voi, e allora perché si investono milioni di euro e 20 anni per costruire una cosa che non serve?
E qui casca l’asino miei piccoli amici. L’errore non sta nella risposta, ma nella domanda. Quando ci si chiede a che serve ci si aspetta che un bosone o un acceleratore nucleare o un asteroide, servano a qualcosa di  concreto,ad andare al lavoro, a telefonare, a mangiare, a dimagrire. Niente di tutto ciò, un bosone non serve.
La percezione della ricerca e dello scienziato è tale per cui ricercare significherebbe inventare cose utili.
Non è così. La ricerca non serve, nel senso che non realizza cose utili.
La ricerca serve a capire la realtà: come è fatta, come funziona, come si può descrivere. A questo serve la ricerca. La ricerca non è un esercizio di sintesi, la ricerca è un’analisi del mondo così come noi lo percepiamo. Immaginate di essere bambini di fronte a un giocattolo affascinante, lo smontereste per capire come funziona, pezzo dopo pezzo, fino al più piccolo, alcune cose vi appariranno misteriose, di altre capirete il funzionamento, smontando vi verranno idee su come usare i pezzi per inventare altri giochi. Lo scopo della ricerca è generare un modello, mettere su un pezzo di carta delle formule che descrivano il comportamento del reale, per poterne prevedere il comportamento, per poter prevedere la realtà.
La ricerca non scopre il reale, lo descrive.
Gli oggetti sono effetti collaterali, sono la sintesi del modello.
Un giorno un tale studiava le scariche elettriche nei gas, realizzò un’ampolla con dentro un gas e pareti fluorescenti, non serviva a nulla, probabilmente i suoi vicini l’avranno preso anche per scemo, era il 1857 il tipo si chiamava Geissler qualcuno poi allungò l’ampolla a forma di tubo e si accorse che la fluorescenza c’era solo su un lato (William Crookes), qualcun altro (Karl Ferdinand Braun) pensò che forse il ‘raggio catodico’ si poteva piegare e indirizzare e mise dei magneti sul tubo che attirassero il raggio in varie direzioni … dalle stesse linee di ricerca nacquero la lampadina, la TV, le valvole termoioniche, la radiologia, e via così…a proposito l’acceleratore usa elettromagneti per deflettere il fascio di particelle esattamente come un tubo catodico…
Rimango affascinato di fronte alla passione degli uomini bambini che affrontano la realtà come un giocattolo nuovo, rimango affascinato di fronte alla capacità dell’uomo di indagare la complessità del mondo

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1 comment so far

  1. thegreatsyd on

    Post arguto e cazzuto, cioè intelligente!


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