24 novembre

Nel mondo del metti in piazza la tua vita, della connettività, della rete onnipresente, mentre si materializza l’incubo Orwelliano di uno schermo parlante che proiettando ti osserva , sempre di più sento il bisogno di silenzio, di uno spazio personale, di spegnere il telefono, di essere irreperibile e di condividere questo silenzio, osservando vecchi oggetti, ricordando  vecchi sapori…

“Non lo possono fare -disse infine- e’ l’unica cosa che non possono fare. Possono farci dire qualsiasi cosa, ma non possono farcela anche credere. Non possono entrarci dentro” George Orwell, 1984

Annunci

3 comments so far

  1. ossimorosa on

    Gran bel libro. Dovrebbero leggerlo molte più persone, soprattutto quelle che minimizzano l’invasione della propria sfera personale e sono ben contente di mettere in piazza i fatti propri.
    E’ giunto il momento per me di rileggerlo.

  2. Francesco on

    Un libro che amo, letto e riletto più volte, commovente ogni volta…notavo come queste persone insieme ai propri mettano in piazza anche i fatti degli altri con estrema leggerezza…

  3. oltreunascheggia on

    ueeehhh e com’è sto panico da trumansciò?


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: