Poeti, santi e navigatori

Dopo il naufragio riflettevo su quante volte mi son trovato in situazioni che sarebbero potute essere fatali, più per la difficioltà di controllare una folla senza guida che per la pericolosità intrinseca del momento. A questo sommavo mentalmente la naturale tendenza italica a l non rispetto delle regole e ad un individualismo autodistruttivo e la cosa mi preoccupava, non poco. L’immagine della folla senza guida, per una strana associazione di idee, mi ha riportato a quando viaggiavo quotidianamente in treno, e a tutte quelle mattine da “the day after”. Dopo un evento con alta rilevanza mediatica, specie se avvenuto nel week end, durante il quale ognuno ha potuto maturare una sua teoria sull’accaduto, si scatena il popolo degli esperti. Ed ecco che ogni italiano che non  riesce a rispettare un divieto minimo, che non riesce a mettersi in fila educatamente, che non sa cosa sia il senso civico, diventa paladino della “regola d’arte”. Ed ecco che tutti diventano ammiragli, sismologi, vulcanologi, piloti, ingegneri nucleari, vigili del fuoco, economisti, criminologi, investigatori. Ognuno a raccontare la sua teoria, la sua verità, ognuno a spiegare come andrebbe fatto il lavoro, non il proprio lavoro, quello degli altri. Ognuno esperto, massimamente, di ogni materia e di ogni argomento. E allora ho pensato che forse il comandante mentre la nave cozzava contro uno scoglio messo lì da chissà chi (gli americani probabilmente o Al Qaeda) forse era anche lui impegnato a spiegare come il pianista avrebbe dovuto suonare il piano o come il cameriere portare i piatti e lo chef cucinare una carbonara. E allora ho pensato che ognuno di noi farebbe meglio a fare bene  ciò che deve (e sa) fare, in modo che le navi non passino abitualmente a 100 metri dalla costa per il “salutino”, che i palazzi non crollino, che la posta arrivi in tempo, che una qualsiasi pratica venga evasa in un tempo ragionevole. E poi ho pensato al mio amico Paolo, che questa mattina, nello sconforto per la sorte di chi al Giglio ci ha rimesso la vita, sicuramente avrà avuto modo di ascoltare le teorie più astruse. E un po’ l’ ho invidiato.

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