Archive for marzo 2012|Monthly archive page

E’ ridicolo come ti sei bardato per questo mondo (*)

Aforisma. La radice della parola aforisma porta con se’ la separazione, la segregazione, il tracciamento di un confine. Aforisma è una frase che traccia un confine, che delimita un concetto,  che lo esalta nella sintesi. Adoro ritrovare un odore inconfondibile nelle pagine ormai ingiallite del mio vocabolario greco-italiano. Mi chiedo tra una pagina e l’altra cosa di tutto questo rimarrà alle generazioni future, senza un i-vocabolario saranno in grado di rintracciare il significato della parola aforisma?

(*) cit. F.Kafka “Aforismi di Zurau”

Sole, benzina e musica

E’ un momento un po’ così, le parole girano in testa ma non vengono fuori come dovrebbero, rileggo i vecchi post e alcuni sono molto belli (modestamente), scrivo bozze che non pubblico, sono noiose pure loro. Un po’ il mondo non è più comico come un tempo, un po’ gli stati d’animo non sono così intensi come una volta, un po’ si invecchia e ci si accorge che molto è già stato detto e fatto. Le parole dei coatti annoiati di “Viaggi di nozze”  mi risuonano in testa… si i semo tajati, si i semo lavati, si i semo pettinati. La radio in macchina vomita parole e cifre sugli aumenti dei carburanti, l’Eurasia è sempre stata in guerra con l’Estasia, fuori c’è il sole. Manca qualcosa.  Ogni giorno ci priviamo di piaceri irrinunciabili al grido di “non ho tempo”, salvo poi dedicare tempo prezioso ad ascoltare inutilità vomitate dalla radio o dalla TV. Quando ero adolescente trovavo il telegiornale noioso, non capivo gli adulti che ne ascoltavano 1, 2, 3 al giorno, ora mi sorpendo adulto ad ascoltare notizie inutili, ascolto per sapere se domani pagherò la benzina 10 centesimi in più o se tasseranno la mia aria. Quando ero adolescente non ascoltavo i tg e  il mio mondo era molto più divertente, se non altro aveva una colonna sonora migliore. Manca qualcosa. Rovistando nella borsa trovo il mio fido ipod sonnacchioso, è ancora rosso e brillante, come il primo giorno,  lo accendo e la musica mi isola dal vociare inutile dell’ufficio, mi proietta nel mio mondo interiore, il mio cervello esce dal torpore, i miei piedi si muovono, sorrido…