Sed fugit interea fugit irreparabile tempus *

Riflessione ormai banale, quella sul tempo che fugge, è evidente: il tempo passa velocemente. Più il tempo passa più la proiezione della nostra immaginazione si accorcia, da bambini il nostro orizzonte temporale era infinito, crescendo l’infinito si va avvicinando e la sensazione di non avere tempo si fa sempre più opprimente. Intanto la vita va avanti, le cose cambiano, le persone passano, e dentro senti sempre te. Sei tu, da sempre, fatichi molto a riconoscere i cambiamenti che vedi fuori; eppure fuori è tutto diverso. Ma dentro no. Dentro rimani il te di 5 anni, il te di 16 anni, il te di 18, un po’ meno il te di 24, per niente il te di 25. Sì perché poi nell’essere te alcuni momenti hanno lasciato impresse immagini più forti, alcuni istanti ti hanno insegnato concetti indelebili, altri non hanno lasciato traccia. Ma non hai modo di ricordarti il prima e il dopo non riesci a ricordarti come eri prima e come sei adesso. Sei tu. Uguale, da sempre.

*Virgilio – Georgiche, III, 284

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