Archive for the ‘Immagini’ Category

Piccoli giornalai in libertà

Dello stato pietoso in cui verte il giornalismo italiano ho già scritto in passato, ecco l’ennesimo esempio…

Tratto da La Repubblica del 15 gennaio 2012 pag 12 sezione Firenze (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/01/15/di-che-colore-il-sole-piccoli-astrologi.html)

WIP

WIP , follow up, gantt, milestone, scheduling…vabbe’ avete capito…non avete capito? ma come non avete capito…questo vuol dire che non lavorate, o almeno che non lavorate in un ufficio moderno…oggi parliamo di programmazione; la programmazione delle attività è il cuore dell’azienda moderna, è uno strumento indispensabile per pianificare e controllare l’avanzamento dei progetti…peccato che  molti confondano il mezzo con il fine e così la giornata passa tra una pianificazione e l’altra che tanto a lavorare si fa sempre in tempo…

Questa inutile premessa per mostrarvi l’avanzamento dei lavori dell’Orco!!! Il mio povero orco schifato da tutti perché “brutto”…voglio dire è un orco…se era bello era un elfo non un orco…

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Tra l’altro oltre che brutto è anche poco fotogenico… le transizioni dei colori dal vivo sono molto meno nette…qui sopra la capoccia orchesca in tutto il suo splendore, qui ancora nella versione “un po’ troppo rosa per essere un orco”

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Qui invece la prima prova sui metalli per capire l’effetto che fa, l’orco in tutto il suo nero splendore…

Le foto delle vacanze

La settimana scorsa di questi tempi ero a fare il bagno qui

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pinneggiavo nel mare antistante la cava di pomice a Lipari…ogni volta che uno torna dalle vacanze ammorba amici e parenti con la visione delle foto…con l’avvento delle digitali poi, la media si aggira sui 200-300 scatti pro capite a settimana, per fortuna però nessuno le stampa e il problema logistico di dover possedere un qualche attrezzo per vederle fa sì che spesso si scampi al noiosissimo rito…se siete fortunati… se siete sfortunati, invece, il vostro amico ha realizzato un fantastico dvd con dentro migliaia di scatti funestati da effetti riprovevoli , intervallati da transizioni ributtanti e con sottofondo musicale consigliato direttamente da Lucifero (quello di Italia 1 non quello vero)… io che non posso esimermi dal farvi vedere almeno qualche foto delle 230 circa che possiedo, ho optato per l’intervallo…ve lo ricordate l’intervallo? plin-pliriplimpi- mpi- mpipiriì—plin… sì la musichetta faceva proprio così, una foto, una didascalìa, nient’altro, e le urla di entusiasmo quando anche il vostro paesello sperduto compariva in TV, con l’altitudine e la scritta “Panorama”…e allora mettetevi comodi, plin-pliriplimplin…

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Lipari: Cattedrale di San Bartolomeo XIII sec.

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Lipari: La Necropoli V-III sec. a.C.

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Lipari: Marina Corta

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Panarea: Cala Junco

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Panarea: Scorcio

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Stromboli: La sciara del fuoco

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Stromboli: Scorcio

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Vulcano: La piscina di Venere

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Vulcano: Porto Gelso

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Vulcano: Rocce

 

 

Sacro Speco

Stamattina siccome non ci facciamo mancare niente, gita cultural religiosa a Subiaco a visitare i monasteri di San Benedetto e Santa Scolastica, se non siete andati andate, passerete una piacevole mattinata ad ammirare affreschi, chiostri e mura arroccate su pareti rocciose, oltre ad ascoltare, ovviamente, le amene leggende che sempre circondano le vite dei santi. Curioso notare come, se lette con un po’ di malizia, certe storie rischino di desacralizzare molto certe figure e siccome noi siamo tendenzialmente blasfemi di malizia ne abbiamo da vendere …

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Sottigliezze

Due settimane fa mentre un autobus mi portava in aeroporto, mi sono soffermato sul divieto di fumo che compariva su ogni sedile. ‘Thank you for not smoking’…mentre leggevo questo invito a non fumare dal tono molto cordiale, immaginavo cosa sarebbe successo se in quel momento qualcuno avesse acceso una sigaretta. Letteralmente in quelle 5 parole non è contenuto alcun divieto, eppure….eppure se qualcuno avesse osato fumare immagino che tutti i passeggeri più il conducente avrebbero stigmatizzato il comportamento incivile, lo avrebbero obbligato a piantarla e infine sanzionato in qualche modo. In Italia, regno del divieto, cartelli minacciosi compaiono in ogni dove, non ti ringraziano, ma ti vietano espressamente di fumare, comunicandoti che sei passibile di sanzioni ad opera di un fantomatico responsabile del controllo…eppure spesso la gente fuma nei posti più impensabili, senza che nessuno sanzioni, senza che nessuno stigmatizzi, senza che nessuno protesti. A volte per capire le differenze tra due mentalità basta soffermarsi su piccoli dettagli apparentemente solo formali…

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Black Holes and Revelations (pt 2)

Ore 20,00 in perfetto orario parte Knights of Cydonia…il palco non è enorme ma è impressionante, la zona centrale è un enorme schermo luminoso su cui scorrono immagini psichedeliche e paesaggi fantastici alternati alla figure solarizzate o distorte dei 3 sul palco; sui due lati due classici maxischermi proiettano primi piani dei musicisti.

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Il suono dei muse live è notevole, pulito e potente, molto più bello di quanto esce da un CD è più pieno, è più ‘rock’. L’acustica del posto è uno spettacolo, niente a che vedere con quanto ho sentito fin’ora all’interno di uno stadio. I muse appaiono al centro del prato nella zona mixer per poi percorrere la passerella centrale ricavata tra due ali di pubblico fino al palco, una ventina di pezzi (23 credo) per due ore secche di concerto con due piccole pause di qualche minuto. Matthew Bellamy per due ore canta, suona chitarra e piano e corre un po’ per tutto il palco, senza fare una piega, ha 3 microfoni piazzati al centro e sulle due piccole passerelle laterali che si affacciano sul parterre. La voce è graffiante , notevole, senza incertezze, la presenza sul palco è da grande. La parte centrale del concerto è più acustica, prima dei pezzi finali che vanno in crescendo, il suono diventa sempre più potente, è impressionante come in 3 riescano ad avere un suono così pieno. Il pubblico partecipa,canta e salta eppure…eppure io ho visto solo una persona riuscire a “suonare lo stadio” , a far saltare all’unisono 60mila persone, a far cantare tutti dal primo all’ultimo pezzo in un rito collettivo che ha qualcosa di incredibile, e non è inglese.

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Inoltre durante il concerto c’è gente che va e viene incurante dello show, come in una qualunque sagra di paese, un po’ strano per noi che andavamo ai concerti alle 9 di mattina e stavamo piantati lì fino a che non ci cacciavano via.L’altra nota stonata, oltre allo stadio non pienissimo e a un po’ di ‘freddezza’ nel pubblico, è la luce: purtroppo iniziando così presto il concerto ed essendo in Inghilterra, alla fine del concerto c’è ancora chiarore e questo riduce di molto l’effetto delle luci, veramente molto suggestivo. Alla fine la gente scappa via rapidamente, per non perdere l’ultimo treno, incanalata da poliziotti e servizio d’ordine lungo le vie che portano ai vari mezzi di trasporto, gente col megafono ti urla dove devi andare, il deflusso è rapido e ordinato, troppo rapido e troppo ordinato, un po’ alienante…Sono andato al concerto senza particolare convinzione, torno dal concerto assolutamente entusiasta, la dimensione live restituisce un gruppo nettamente migliore di ciò che traspare nei lavori da studio, se avrete occasione non perdetevi il loro concerto

Black Holes and Revelations (pt 1)

17 giugno 2007 Wembley

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Il nuovo stadio è imponente, come può non esserlo un catino da 90mila posti a sedere…il colore dominante all’interno è il rosso dei seggiolini, mentre all’esterno domina il bianco della struttura e del grande arco che sovrasta, e a cui è letteralmente appesa, la copertura.

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L’ingresso è tranquillo niente ressa ai cancelli, anzi niente cancelli , solo il classico tornello agli ingressi dei singoli settori, classificati in ordine alfabetico. L’omino all’ingresso strappa il biglietto e sorridendo ti augura buon divertimento o ti saluta, proprio come in Italia…dopo 3 metri i controlli, una barriera di steward non lascia passare nessuno senza controllare borse , zaini e tasche, tutto con molto tranquillità visto che i cancelli sono aperti dalle 14 e la gente ha tutto il tempo di fluire all’interno quando vuole. Si sale, abbiamo dei posti in alto “terzo anello”, ma lo stadio è verticale anche dall’ultima fila si vede meglio che dalla curva dell’olimpico, 3 rampe di scale mobili una per piano presidiate da inservienti che guidano il pubblico, ogni ingresso alle gradinate vede la presenza di 2 persone che ti spiegano dov’è il tuo posto. Sul prato cordoni di addetti alla sicurezza guidano la gente in modo da garantire un riempimento graduale delle singole porzioni di prato…molto ordinato, anche troppo forse…dentro a uno stadio con 100 persone in Italia ci sarebbe più casino, mentre qui con 50mila persone almeno il rumore di fondo sembra quello della sala d’attesa del medico…un lieve brusio.

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Si attende pazientemente l’ora d’inizio, alle 16 dovrebbero iniziare gli Shy Child…e infatti alle 16,00 cominciano…in questo paese non so se è contemplato l’imprevisto…formazione atipica, tastiera e batteria, il cantante con le sua tastiera a tracolla da novello Sandy Marton usa 3 accordi, il batterista 2 tempi, e quindi dopo il primo pezzo a Roma avrebbero intonato “c’avete rotto er ca…oooo”, a Londra applaudono, anche se non troppo convinti. Dopo 35 minuti di agonia e 15 di cambio palco è la volta dei Biffy Clyro, dice “che fanno i biffy clyro?”…non lo so….tutto e niente credo, un suono un po’ brit pop e un po’ grunge, un po’ rock e un po’ no, formazione chitarra basso e batteria, tengono il palco ma non hanno anima, si faranno? Boh , direi di no…è la volta degli acclamatissimi My Chemical Romance, lui bello e dannato da bravo americano tra un fu..ing e l’altro lancia messaggi edificanti, tipo la vita è bella, non suicidatevi, questa è una festa (fottuta ovviamente anche la festa…come il pubblico, le mani da alzare, i fottuti muse e via dicendo…) ‘cattivissimo’, qui in Italia lo definiremmo paraculo…un rockettino leggero leggero, che mette d’accordo i papà e le figlie.

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A proposito, molto bello che i papà e le mamme portino i figli ai concerti solo che se nell’89 fosse venuta mamma a sentire Vasco a me mi sarebbe presa malissimo… Qui invece il concerto dei muse sembra quello di Guccini tutti felici, famiglie papà, mamme, nonne…che poi tanto nello stadio manco una canna puoi farti quindi che ti frega se viene pure tuo papà…non si fuma allo stadio, però si beve birra, che ti servono nel pratico bicchiere di plastica, o nella pratica bottiglia di vetro…sì esatto…quella che all’ingresso non era permessa…te la vendono dentro, casomai ti venisse voglia di tirarla in testa a qualcuno, almeno fa male, però la bottiglia dell’acqua di plastica te la stappano e si tengono il tappo sai com’è…la sicurezza…piccole incongruenze, in questo mi pare di capire che tutto il mondo è paese. La differenza è che sul prato c’è il bar e dietro al bar c’è parcheggiata l’autobotte di Carlsberg (non scherzo immaginate l’autobotte dell’agip, ma verde e con la scritta Carlsberg) direttamente collegata alla spina…l’altra differenza è che ai margini del prato ci sono degli enormi cassonetti e la gente ci va a buttare dentro bicchieri e bottiglie…sono curioso di vedere l’olimpico mercoledì… (continua…)

PS Grazie ad Enrico e al suo cellulare per le foto!!!… peccato non aver portato la digitale i controlli non erano poi così severi…