Archive for the ‘Varie ed Eventuali’ Category

Diddielle

Forse dal 2013 chi ha condanne definitive non potrà più rappresentarmi in parlamento, ne’ in un governo. Forse dal 2013, ma forse no, forse dal 2018, dipende se fanno in tempo. Sì perché è una decisione complicata, ci hanno messo ben 3 mesi per partorire il decreto che sancirebbe un principio piuttosto evidente, direi banale addirittura, che io mi sarei aspettato che fosse già sancito da una qualche legge, un principio che all’estero immagino sia evidente a tutti. In Italia no.

Non parlano nemmeno la nostra lingua

Giorni fa guardavo in tv uno di quei programmi su un occidentale qualunque che come lavoro va in giro per il mondo a raccontarci la sua visione di paesi lontani, la cucina, la cultura, le “stranezze”. Uno di questi a un certo punto perso in non so quale paese del sud est asiatico pronuncia con sincero stupore la frase del titolo: “Molti non parlano nemmeno la nostra lingua!!”. Accidenti penso io (in realtà ho esclamato un sonoro magraziealcazzo!). Poi ho riflettuto 5 minuti sull’idiozia dell’uomo occidentale. Poi ho cenato.

Ortodonzia

Nel lungo periodo siamo tutti morti – “A tract of monetary reform” John Maynard Keynes

Alla francese

Non parliamo di baci ma di rotatorie…

Quando presi la patente io le rotonde erano all’italiana, nel senso che all’interno di una rotatoria la precedenza era di chi veniva da destra, come del resto succede in tutte le altre situazioni di traffico, se non diversamente indicato. Ad un certo punto le rotonde divennero (quasi) tutte “alla francese”, con precedenza cioè per chi è all’interno della rotatoria. In entrambi i casi  all’interno della rotonda l’uso della freccia è obbligatorio, per segnalare agli altri automobilisti dove e quando si intenderà uscire o se, colti dal morbo del criceto, non si voglia uscire affatto dal loop centrifugo (e centripeto).

Il senso della rotonda tuttavia sarebbe quello di evitare l’effetto incrocio quindi se ognuno segnalasse cosa cavolo intende fare il traffico ne gioverebbe.

Questa lunga e noiosa premessa per dire che un popolo lo riconosci dalle piccole cose, anche dalla incapacità di capire che comunicare agli altri le proprie intenzioni, riconoscere agli altri pari dignità, anche solo considerare l’esistenza degli altri,  consentirebbe una migliore convivenza sociale e una maggiore efficienza. Ma è questo il problema dell’italiano medio: gli altri.

Piccoli giornalai in libertà

Dello stato pietoso in cui verte il giornalismo italiano ho già scritto in passato, ecco l’ennesimo esempio…

Tratto da La Repubblica del 15 gennaio 2012 pag 12 sezione Firenze (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/01/15/di-che-colore-il-sole-piccoli-astrologi.html)

E’ ridicolo come ti sei bardato per questo mondo (*)

Aforisma. La radice della parola aforisma porta con se’ la separazione, la segregazione, il tracciamento di un confine. Aforisma è una frase che traccia un confine, che delimita un concetto,  che lo esalta nella sintesi. Adoro ritrovare un odore inconfondibile nelle pagine ormai ingiallite del mio vocabolario greco-italiano. Mi chiedo tra una pagina e l’altra cosa di tutto questo rimarrà alle generazioni future, senza un i-vocabolario saranno in grado di rintracciare il significato della parola aforisma?

(*) cit. F.Kafka “Aforismi di Zurau”

Informazione

Steve Jobs NON e sottolineo NON ha inventato il mouse, NON ha inventato il sistema operativo gestito a finestre, NON ha inventato il computer, NON ha inventato l’mp3, NON ha inventato il lettore mp3, NON ha inventato lo smartphone, NON ha inventato il touchscreen, NON ha inventato il tablet PC e NON è stato nemmeno il primo a presentare al mondo tutto questo. Detto questo possiamo discutere della sua (?) abilità di dare una veste nuova all’esistente e di promuovere una sorta di “lusso di massa” , massificando i consumi al grido di “think different” e questo è sicuramente geniale!